Piccolo manuale di comicità femminista

Che le donne amino ridere lo si è sempre saputo, che sappiano far ridere, invece, è un tabú che si è infranto di recente. Se in passato la pratica della comicità da parte delle donne si svolgeva soprattutto nella sfera privata, da qualche anno, grazie in parte al successo della stand-up comedy, sono sempre piú numerose le comiche che salgono alla ribalta, che fanno sentire la propria voce in un panorama finora dominato dagli uomini. Tra loro anche Luisa Merloni che, conscia dell’occasione storica, in queste pagine si chiede come convenga porsi, in quanto nuovo soggetto comico. Dopo un lungo e ricco percorso teatrale, che l’ha portata a diventare autrice dei propri testi, si rende infatti conto che non basta essere ammesse in un sistema di regole stabilito da qualcun altro: una comicità delle donne dovrebbe cambiarle, quelle regole. Per acquisire questa consapevolezza e trovare il coraggio necessario, i testi della tradizione femminista si rivelano uno strumento imprescindibile. Prima però occorre superare proprio lo stereotipo della femminista, quella donna un po’ sciatta, ancora vestita come negli anni Settanta, sempre arrabbiata e con le ascelle pelose. La vedete? Bene, perché anche lei può diventare una perfetta maschera comica. L’incontro tra comicità e femminismo fa scintille che non risparmiano nessuno. In questo brillante volumetto, pieno di idee, battute, aneddoti spassosi e riflessioni filosofiche, Luisa Merloni parte da questi presupposti e dal proprio vissuto per spiegare con grande chiarezza ed efficacia i meccanismi della comicità. A mo’ di esempio ricorda spesso maestri e maestre della tradizione comica italiana: Franca Valeri, Totò, Monica Vitti e Massimo Troisi, per citare solo i principali (in ordine di apparizione). Ma affronta anche i temi piú scottanti del presente, come la vexata quaestio del politicamente corretto. Il risultato è un saggio poetico, militante e godibile insieme, stringente come un monologo teatrale, che nel fornire preziosi consigli a chiunque voglia far ridere traccia un’idea piú aperta e femminista di società.


Luisa Merloni è attrice e autrice. Nel 2001 fonda insieme alla regista Manuela Cherubini la compagnia PsicopompoTeatro. Partecipa come attrice a diversi spettacoli tra cui, Hamelin di Juan Mayorga, per la regia di Manuela Cherubini, vincitore del premio UBU 2008 come migliore novità straniera e Bizarra di Rafael Spregelburd vincitore del premio UBU 2010 come migliore novità straniera. Dal 2017 scrive e mette in scena i suoi testi. Farsi fuori (2017), è finalista al premio Inbox 2019. Da questo testo è tratto il film Beata te (2022).  Aristotele’s bermuda (2021) è il suo primo spettacolo da solista, Anzian prodige (2023) il secondo. Sempre del 2023 è il suo secondo testo di prosa Lei non sa cosa vuole.
Dal 2013 collabora come autrice con la SPI (Società Psicoanalitica italiana) in diversi progetti di diffusione del pensiero psicoanalitico, tra cui il film documentario Sigmund Freud: origini e attualità del pensiero psicoanalitico collaborando alla sceneggiatura e alla regia.
Ha una lunga esperienza come insegnante di teatro con i bambini nella scuola primaria Oscar Romero di Torre Angela (2003-2009), con i disabili nella casa famiglia “Ciampetto” (2017-2019) e con gli adulti presso Fivizzano27 (2017-2021).
Dal 2022 insegna scrittura comica presso l’Accademia di scrittura Molly Bloom e lo spazio Lottounico a Roma.

Per Einaudi ha pubblicato Piccolo manuale di comicità femminista (2026)

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